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Giornale

http://www.ilmondoinprimopiano.it/moda/sartoria-su-misura/principe-di-eleganza.html

 

La lavorazione.

L’abito viene drappeggiato direttamente sul corpo. La cucitura a mano conferisce alla giacca la massima elasticità, rendendola confortevole come una “seconda pelle”. La “Giacca Napoletana” è un capo di culto dell’eleganza per il suo taglio classico, per i suoi interni morbidi, per la sua linea particolarmente ampia: il vestito deve appoggiarsi alla persona, non essere cucito addosso. I tessuti nobili utilizzati per confezionare i nostri capi sono la lana, il cachemire, la vigogna, la seta e il cotone. La materia prima di confezionamento è al 100% in fibra naturale, trattata nel primo passaggio in laboratorio, alle fasi di vaporizzo e decatizzo, per ottenere la completa stabilità dimensionale. La giacca prende vita da un pezzo di carta: il carta- modello. Il sarto, prese le misure al cliente, le trasforma in linee di geometria piana, che serviranno a guidare il taglio del tessuto. Ogni artigiano segue la costruzione di un capo dall’inizio alla fine, in modo che sia possibile personalizzare al massimo la lavorazione. Nel corso della sua realizzazione l’abito viene continuamente stirato per scolpire il tessuto, dargli i garbi e le forme, secondo la procedura di stiro tradizionale: con l’uso del ciuccio cioè il cavalletto da stiro di legno e con lo stuppolo, tampone di feltro imbevuto d’acqua, per tessuti preziosi. Anche gli interni sono realizzati in laboratorio con materiali completamente naturali quali crine di cavallo, pelo di cammello o di capra, etc. Le tele e le imbottiture, quasi come un’armatura, danno forma al capo inserite sulle spalle e nella parte interiore della giacca. L’operazione di modatura con ago filo e ferro da stiro li rende flessibili ed elastici, come vuole la scuola napoletana, dalla spalla poco imbottita e dagli interni ridotti al minimo indispensabile. Le fodere interne sono di seta pura e impunturate a mano lungo le paramonture, le spalle, i giri, gli spacchi, il collo e le tasche.
Il collo viene cucito a mano in ogni sua parte interna ed esterna, in modo che possa posarsi perfettamente sulla tela; dettaglio riconoscibile dalla cucitura che lega il collo al rever della giacca. Alle asole fatte a mano e con la tradizionale forma a pipa, ai bottoni applicati a mano ad impreziosire l’abito, con un filato robusto ma luminoso ed elegante, si aggiungono a chiudere l’opera di sartoria le impunture, punti di abbellimento realizzati con filo di seta lucido, con cadenza di 2 o 3 millimetri, sui profili del petto, del collo, delle tasche, delle maniche e delle spalle. La fase del taglio è realizzata completamente a mano e conferisce al capo la decisiva impronta di Maestria Sartoriale.

Tight

Tight

 

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Il Tight è l’abito maschile elegante per eccellenza, ideale per il matrimonio che si svolge al mattino o nel pomeriggio prima delle 18,00. Solitamente quando viene indossato dallo sposo, il Tight dovrebbe essere portato anche dai parenti maschi di entrambi gli sposi, testimoni compresi.

Il Tight è di linea asciutta e da la sensazione di fasciare la figura maschile infatti, non a caso, il nome stesso di questo capo è l’abbreviazione dell’inglese “Tight-Coat” cioè giacca attillata.

La giacca ha un bottone ed è più corta nella parte davanti: ha due lunghe code arrotondate nel dietro, fino a sfiorare morbidamente il polpaccio; è realizzata in un particolare tessuto a resca larga, di colore grigio fumo melange o addirittura in faille nero, anche se quest’ultimo è spesso usato per capi di servizio.

I pantaloni che sono in tessuto classico, righe grigio perla alternate al nero, hanno un taglio dritto e sono rigorosamente senza risvolto al fondo.

Il gilet è realizzato nel colore classico grigio perla ed ha cinque o sei bottoni.

La cravatta, tassativamente un “Plastron” in tessuto microfibra, in tono con la giacca ed il gilet, è fermata da uno spillo gioiello; si può usare anche la cravatta normale, ma non deve mai essere di colore nero, altrimenti c’è il rischio di venire scambiati per il maggiordomo.

La camicia con collo diplomatico e polsini con gemelli, è assolutamente bianca in popeline o batista di lino, seta o cotone.

La calza è tassativamente lunga in cotone o seta, di colore grigio o nero.

Le scarpe sono in pelle di vitello nero, modello “Oxford” liscio. Tra gli accessori che personalizzano il Tight, c’è il fiore, posto all’occhiello del rever, da scegliere tra la gardenia o la classica camelia.

Se il Tight viene indossato in una particolare occasione, il cui svolgimento è all’aperto, la scelta degli accessori può ricadere su Pochette bianca e Tuba: un cappello a cilindro in questo caso di color grigio, una combinazione sicuramente giusta molto sobria.Anche se in tempi moderni è accettata l’abbinamento dello Smoking con la cravatta, l’accessorio fondamentale da abbinare è il Papillon o Farfallino, in seta o raso nero, possibilmente precostruito.